IL FONDATORE
Mario Salerno
1940 - 2019 · Fondatore e primo presidente
MARIO SALERNO
Il fondatore della Fondazione Sassi
Mario Salerno (1940–2019) è stato il fondatore e primo presidente della Fondazione Sassi di Matera, istituita nel 1990 con l’obiettivo di tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio storico, culturale, artistico, architettonico e paesaggistico dei Sassi di Matera.
Uomo di grande cultura e profondo impegno civile, seppe unire competenze diverse — economia, storia, ambiente, arte e cultura — sviluppando una visione interdisciplinare del patrimonio e anticipando temi che sarebbero diventati centrali nel dibattito contemporaneo.
In anni in cui i Sassi erano ancora segnati dall’abbandono e da una complessa fase di trasformazione, Mario Salerno seppe riconoscerne il valore universale, immaginando per Matera un ruolo nuovo: quello di una città della conoscenza, aperta al dialogo tra culture e generazioni.
VISIONE
Un visionario al servizio del territorio
La sua visione maturò attraverso un lungo percorso di impegno culturale e civile iniziato molti anni prima della nascita della Fondazione.
Negli anni Sessanta promosse il Centro Studi sulla Montagna Lucana, esperienza pionieristica che contribuì a diffondere una nuova sensibilità verso la tutela del paesaggio, dell’ambiente e delle risorse naturali della Basilicata.
Da quell’esperienza presero forma i presupposti culturali che avrebbero accompagnato successivamente la nascita del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane e della Riserva Naturale Orientata di Tre Cancelli di Tricarico.
La sua capacità di guardare oltre il presente nasceva dalla convinzione che la valorizzazione del territorio dovesse partire dalla conoscenza, dalla responsabilità e dalla consapevolezza del suo valore.
RESTITUZIONE
La cultura come strumento di restituzione alla comunità
Nel 1976 fu tra i principali artefici del recupero e del ritorno a Matera del grande telero “Lucania ’61” di Carlo Levi, opera simbolo della memoria civile della Basilicata che, dopo la chiusura delle celebrazioni per il Centenario dell’Unità d’Italia, rischiava di essere dispersa.
Grazie alla sua intuizione e alla sua determinazione, l’opera tornò nella città cui era profondamente legata e oggi è conservata nella Pinacoteca di Palazzo Lanfranchi, rappresentando uno dei più importanti patrimoni artistici di Matera.
Questo episodio racconta un tratto essenziale del suo pensiero: la cultura doveva essere restituita alle comunità e resa occasione di conoscenza condivisa.
MEDITERRANEO
Immaginare Matera come città del Mediterraneo
Negli anni Ottanta elaborò il progetto per portare a Matera la sede mediterranea del Collegio del Mondo Unito, immaginando la città come luogo di incontro internazionale tra giovani, culture e istituzioni.
In quella intuizione era già presente uno degli elementi centrali del suo pensiero: Matera come città mediterranea, crocevia di conoscenze e spazio aperto al dialogo tra popoli diversi.
Sebbene il progetto non giungesse a compimento, rappresentò una delle intuizioni più innovative del suo percorso e contribuì alla nascita della Fondazione Sassi, concepita come istituzione permanente capace di accogliere idee, promuovere ricerca e sostenere progetti di interesse pubblico.
LA FONDAZIONE
La Fondazione Sassi come eredità culturale
Dal 1990 Mario Salerno guidò la Fondazione Sassi in un’intensa attività di ricerca, documentazione e divulgazione, promuovendo studi, pubblicazioni, convegni, mostre e iniziative dedicate alla conoscenza dei Sassi e del patrimonio culturale lucano.
Il suo lavoro si inserì nel percorso culturale che accompagnò il riconoscimento dei Sassi di Matera come Patrimonio Mondiale UNESCO nel 1993, contribuendo a rafforzarne la consapevolezza e la valorizzazione.
Professionista del settore bancario, con incarichi direttivi in Italia e all’estero, operò tra Roma, Matera, Taranto, Lussemburgo e Cosenza. Parallelamente alla sua attività professionale mantenne sempre un forte impegno culturale e civile, costruendo una rete di relazioni con studiosi, amministratori, istituzioni e protagonisti della cultura nazionale.
Durante la sua presidenza la Fondazione consolidò il proprio ruolo nel panorama culturale italiano, diventando un luogo di ricerca, confronto e progettazione.
La sua capacità di coniugare cultura, visione e spirito di servizio contribuì a costruire un modello di valorizzazione del patrimonio fondato sulla conoscenza, sulla partecipazione e sul dialogo.
EREDITÀ
L’eredità di Mario Salerno
Mario Salerno si è spento l’11 settembre 2019.
La sua eredità non è costituita soltanto dai progetti realizzati, ma soprattutto da un metodo: guardare al patrimonio culturale con uno sguardo nuovo, costruire comunità intorno alla cultura, creare relazioni e trasformare le idee in strumenti concreti di crescita collettiva.
Per Mario Salerno il patrimonio culturale non era soltanto memoria del passato, ma una risorsa viva, capace di generare conoscenza, partecipazione e sviluppo. La sua visione nasceva dalla convinzione che la tutela dovesse essere accompagnata dalla responsabilità verso il futuro.
Il suo insegnamento continua a vivere nella Fondazione Sassi, che oggi prosegue il percorso da lui tracciato rinnovandone la missione alla luce delle sfide contemporanee.
Nel solco della sua visione, la Fondazione continua a essere uno spazio aperto alla città, alle istituzioni, al mondo della cultura e alle nuove generazioni.
Tra gli appunti lasciati da Mario Salerno è stata ritrovata una citazione dal Fedro di Platone che ben sintetizza il senso del suo impegno:
«Per chi intraprende cose belle,
è bello anche qualsiasi cosa gli tocchi.»
Una frase che continua a ispirare l’azione della Fondazione e che rappresenta ancora oggi il principio guida di una visione fondata sulla cultura, sulla bellezza e sulla fiducia nel futuro.