Luoghi per Sottrazione

Orari

Dal 27/07/2017 al 15/09/2017

Lun - Dom, 10:00 - 13:00 | 15:00 - 20:00

Biglietto

Ingresso Gratuito

A cura di

Valerio Vitale

Opere

Anita Calà e Annalisa Ferraro

Alessio Ancillai e Daria Paladino

Marina Berardi

Eva Trevisan

Valerio Sammartino

David Scognamiglio

Silvia Monacelli

Roberto Marchese

Luoghi per Sottrazione nasce dal luogo/contesto in cui gli artisti andranno ad operare: Matera; più precisamente i Sassi. Questi erano il luogo della civitas, dove secoli di storia hanno lasciato il proprio segno antropologico in originali, quanto spontanee, formule architettoniche di insediamento sociale. I Sassi come topos della “sottrazione”: le loro antiche abitazioni sono state ricavate nei secoli scavando nella calcarenite, tipica roccia di facile lavorazione dell’area delle Murge. Un processo di sottrazione di materia che si riflette nella forma cava delle cisterne che costellano l’ecosistema urbano di questi antichi rioni. Il particolare sistema idrico della città costituisce una delle ragioni fondanti l’iscrizione di Matera nella lista dei patrimoni dell’umanità da parte dell’UNESCO. L’attuale piazza del centro cittadino, ad esempio, si colloca al di sopra di una cisterna profonda 15 metri, la più grande dell’antica città, il “Palombaro lungo” soddisfaceva il fabbisogno idrico di tutta Matera. Il tema del bando può declinarsi anche in termini antropologici: nel 1948 i Sassi furono definiti “la vergogna d’Italia” a causa delle precarie condizioni igieniche.

Il 17 maggio 1952 con il n. 619 fu pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge intitolata “Risanamento del rione Sassi nell’ambito del Comune di Matera”. Primo effetto di questa legge fu il “Trasferimento in una nuova sede di quelle parti di detti rioni i cui ambienti fossero stati dichiarati inabitabili”. Gli abitanti furono sottratti dai Sassi e fu bandita la costruzione di una cittàex novo in cui ospitare i cittadini. A compiere l’impresa utopistica vennero chiamarono i più grandi architetti, sociologi e antropologi del tempo, i quali tentarono di colmare il senso di negazione negli abitanti con il recupero, in soluzioni architettoniche contemporanee, dei sistemi sociali costituitosi nei Sassi, come i vicinati. La sottrazione allora come nuova restituzione. Una sottrazione che per molti anni, però, è stata sinonimo di vergogna delle proprie origini e perdita e abbandono forzato della propria identità.

La Fondazione Sassi, con questa esposizione, si pone come obiettivo la restituzione dei propri spazi alla comunità attraverso la creatività giovanile, nell’esperienza di una mostra collettiva che sia insieme spazio di incontro e rappresentazione della “sottrazione” come “luogo”, in una visione che dal locale investa temi universali. Agli artisti, di ogni nazionalità, è chiesto di riflettere partendo dall’analisi del luogo, di cui di seguito si offrono alcuni spunti storico-ambientali, per toccare i temi a loro più vicini e operare secondo i propri linguaggi.

Luoghi per sottrazione, infatti, nasce a seguito di una “chiamata alle arti” aperta a tutti gli artisti under 35, di qualsiasi nazionalità, in ambiti quali visual art (pittura su qualsiasi tipo di supporto, fotografia, etc), scultura, installazione, proiezioni e arti digitali, performance, che hanno partecipato ad una residenza artistica di cinque giorni, in cui hanno avuto modo di conoscere meglio la città e approfondire il tema proposto.