LA NOSTRA CULTURA SENZA FRONTIERE

6 maggio, 2017

La pubblicazione da parte della Fondazione 2019 dei bandi per selezionare, nell’ambito della scena creativa lucana, i Project Leaders che dovranno realizzare 24 progetti del Dossier é un passo avanti di grande importanza, che ha molteplici e rilevanti implicazioni.

Innanzitutto, nel percorso d Matera Capitale della cultura, è il primo e vero banco di prova per la scena creativa lucana ( per essa intendendo l’insieme dei soggetti che a vario titolo svolgono attività culturali in Basilicata), su cui è chiamata a cimentarsi, mettendo in gioco le proprie capacità progettuali e gestionali.

Da un canto, ciò esalta un processo partecipativo “competente”, dall’altro, offre la possibilità di favorire condizioni per creare, incrementare, consolidare, sviluppare e qualificare l’offerta culturale.

In secondo luogo, le consente di coniugare la matrice identitaria, o comunque territoriale, con un respiro europeo, se non cosmopolita, che, ove si realizzasse, potrebbe fungere da presupposto per una nuova attrattività internazionale.

Quello che la scena creativa lucana sarà in grado di elaborare, proporre e realizzare sarà il suo manifesto per l’Europa, quello che offrirà all’Europa e quello che all’Europa essa apparirà.

Anche per questo è un’opportunità straordinaria, probabilmente irripetibile, che non lascia spazio ad alibi. In questo caso, non si può lamentare il preconfezionamento di soluzioni, l’importazione forzata di esperienze e intelligenze, l’estraniazione del genius loci.

Ma, e proprio per questo, dovrà essere accantonato ogni provincialismo e spirito di autosufficienza. Saranno essenziali le competenze, la forza, l’inventiva, ma anche le collaborazioni e le relazioni, nazionali e internazionali.

Nel nostro piccolo, abbaimo provato a farlo con recenti e impegnative iniziative come la mostra in corso “L’immaginario Italiano a Matera”, in collaborazione con l’Istituto Luce e con tutte le istituzioni politiche e culturali del territorio.

Infine, ma non meno decisiva, sarà l’atmosfera, il clima che accompagnerà questa prova.

Sul punto richiamammo l’attenzione già nel gennaio scorso, ponendo l’esigenza di recuperare il senso di una “missione comune”, e sembra che timidi passi avanti siano stati fatti.

I dissensi sul passato, su quello che è stato e che avrebbe potuto essere, non si cancellano e forse non si dimenticano neanche. Sarebbe sciocco chiederlo.

E’ invece sensato e utile, diremmo necessario, convincersi che ora è il tempo di concentrarsi su quello che c’è da fare, nel quadro dato.

La fase aperta del bando, che chiama ad essere protagonista la comunità culturale del territorio, lo richiede perchè un clima cooperativo accresce il capitale crativo e partecipativo.

Ciò è particolarmente vero per la città.

Le istituzioni locali, la Fondazione Mt 2019, il tessuto associativo, le reti comunitarie (civili, culturali, ecc..) concorrano a questo sforzo, evitando autoreferanzialità, contrapposizioni o concorrenzialità, sterili sfide per la primazia.

E con la fase che apre il bando la scena creativa può non solo ricevere stimoli positivi dal contesto rasserenato e rimotivato, ma anche dare impulsi idonei a riconnetterlo con il processo di Matera Capitale della cultura, richiamarlo a un più diffuso e intenso coinvolgimento, farne parte attiva della proposta che si va ad elaborare.

Questo nuovo clima aiuterebbe anche a sciogliere nodi ancora irrisolti, che esigono decisioni in tempi rapidi (valgano per tutti, quelli dei contenitori o del logo).

Ci attendono mesi di intenso impegno, di forte esposizione, di grande responsabilità, nei quali la nostra Fondazione non farà mancare il suo contributo.

Santochirico Vincenzo

Presidente Fondazione Sassi